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Ci stiamo liberando delle mascherine?

Altro brano della mia serie ispirata alla nostra esperienza con il covid

In questi anni

la mascherina è diventata strumento e simbolo

di sicurezza e di limitazione.

Necessaria ed anche eccessiva.

Adesso che comincia a non essere obbligatoria

riusciremo a farne a meno?

Da 4 3 2 1 di Paul Auster

E così nacque Ferguson, e per diversi secondi, una volta uscito dal corpo di sua madre, fu l’essere umano più giovane sulla faccia della terra.

Parole finali del capitolo 1.0

Ci vuole un bel coraggio per scrivere una banalità del genere, mi pare un modo geniale per concludere il primo capitolo di un megaromanzo di più di 900 pagine. Vediamo come prosegue!

Cosa ci porteremo nel 2022

Sto iniziando a mettere mano a un progetto su come stiamo vivendo, come collettività, questi anni; il riferimento più forte e diretto è quello al modo in cui il covid sta cambiando le nostre vite, ma non escludo altre strade.

Il primo passo di questo progetto sono alcune foto di scritte, a cui a breve seguirà un “brano” (non so mai come chiamare i miei esperimenti musicali con un testo…) e magari qualcos’altro più avanti! Non escludo di richiedere collaborazioni a qualcuno, che già conosco o no…

Particolari dagli Uffizi

Ho scelto alcuni particolari di quadri presenti agli Uffizi senza la necessità di citare i quadri da cui sono tratti.

Una natività in cui spunta un cielo dai colori brillanti
Il mistero potentissimo che presuppone lo spazio tra la mano dell’Angelo e quella della Madonna
Lo sguardo sensuale/arrabbiato/incredulo di Maria Maddalena

Quando andate in un museo così enormemente gigantesco usate la libertà di tralasciare qualche sala e soffermatevi su qualche dettaglio.

Nuovo “testo”

Sto provando a dare ad alcune cose che avevo scritto la forma di testo musicato; non canzoni ma testi letti su una base musicale. Se non mi viene da cambiare qualche parola questo che pubblico è il primo testo che nasce apposta per essere accompagnato dalla musica. L’argomento è Genova nelle sere di agosto, il titolo ancora manca:

Inizio agosto, Genova, di sera. Via XX è percorsa solo da turisti che vanno da qualche parte e che pensano che quella sia una via dove passeggiare anche dopo cena.

Chi conosce la città in questo periodo dell’anno sa dove andare. Al porto o nei vicoli.

Stare seduti tranquilli ai tavolini di un pub dei vicoli è la giusta ricompensa per essere riusciti a trovare il locale.

È in una piazzetta sotto via della Maddalena ma arrivarci evitando i vicoli che vanno evitati non è un’impresa semplice, per muoversi in questi posti è necessario valutare le strade più convenienti da prendere in base alla loro larghezza e al rumore: l’odore non è un indicatore valido.

C’è un gruppetto di sette persone, cinque ragazzi e due ragazze e davanti a loro un mojito e quattro cocktail uguali, forse negroni. Non so perché due di loro non abbiano preso niente, avevano già ordinato quando mi sono messo a osservarli dal mio tavolino. Uno dei ragazzi sta stordendo di parole una ragazza di un’altra compagnia che beve mentre ascolta in piedi. Lui è concentrato a parlare, non ha ancora dato una sorsata e il ghiaccio del mojito è sciolto. Mi pare che parli della sua tesi, una roba sulle stelle. Non mi sembra che la tipa sia interessata, lui ha un tono noioso, però lei non se ne va.

Una delle ragazze sedute ha un negroni davanti ma non beve e non parla con nessuno. Chissà con chi è venuta? Avrà scelto lei cosa ordinare o avrà preso quello che prendevano gli altri? Dopo qualche minuto di nulla tira fuori il cellulare e subito il ragazzo vicino a lei la coinvolge in una discussione, lei appoggia il telefono in tasca e dà una sorsata, poi un colpo di tosse. Iniziano a litigare.

Nuovo canale Youtube

Ho appena creato un nuovo canale di Youtube nel quale metterò in musica alcuni testi che ho scritto, prestando anche la mia voce (tranquilli: non canto!!!). La strada poteva essere lì da un po’ di tempo, una strada che passa dai Massimo Volume, ad alcuni brani dei Sonic Youth e se vogliamo anche ai testi quasi parlati degli Art Brut, ma è solo adesso che la vedo come una strada adatta a me. Spero di non mollare troppo presto, il mio vecchio canale rimarrà ancora, vedrò come dividere i materiali sui due. Domattina alle 9:30 verrà proiettato il primo esperimento della serie “Ritratti”. Grazie a chi mi vorrà seguire e come al solito, enjoy DIY!

Sintetizzatori fai da te

Quando, poco più di un anno fa, mi sono avvicinato al mondo dei sintetizzatori (mondo a cui in realtà mi sto ancora avvicinando…so un milionesimo delle cose che ci sarebbero da sapere al riguardo!), mi ha subito affascinato l’idea di costruire da me qualche strumento. Non è stata ovviamente un’idea tanto originale la mia: molti eroi del post punk inglese hanno iniziato così. Loro avevano competenze di elettronica e di saldatura, ma io avevo i tutorial su internet e così dopo qualche tentativo andato male (un pedale fuzz per chitarra sta ancora aspettando di funzionare…) sono riuscito a costruire l’Atari Punk, il sintetizzatore più semplice da costruire (e anche il più rumoroso: sarà poco versatile, ma sono molto carini però gli arpeggi che consente di fare!). Sia questo che i successivi kit che vedete nei miei video, li ho comprati dalla Spad Electronics, una piccola azienda che fa strumenti musicali fai da te in Sicilia. Veramente gentilissimi nel seguire passo passo le mie avventure.

Nei video mostro qualche mio esperimento; enjoy DIY!