Jasmine, una storia di Natale

Jasmine adorava le feste, tutte quante, anche se non coglieva le differenze tra l’una e l’altra.

Nelle bancarelle davanti alla stazione di Genova Brignole la bimba aveva visto confusione di gente felice, e per partecipare anche lei alla gioia di tutti aveva iniziato a desiderare talmente tanto un palloncino da piangere per averlo. Suo padre allora le aveva appena comprato un grande palloncino rosso raffigurante un eroe dei cartoni animati che si travestiva e risolveva i problemi. Jasmine lo guardava e immaginava mille storie per lui ma, quando entrarono nell’enorme sala d’aspetto della stazione, la bimba rimase ancora più colpita dal gigantesco albero di Natale che era lì, addobbato con foglietti di ogni forma e dimensione al posto delle palline. Forse c’erano scritti dei desideri. Solitamente Jasmine non era una bimba capricciosa, ma in quel giorno di dicembre insistette nuovamente per sentirsi parte anche lei del clima gioioso che vedeva attorno a sé: voleva che un bigliettino scritto dal papà addobbasse l’imponente abete.

Da quando quattro anni prima era nata Jasmine, il padre aveva iniziato a celebrare il Natale in una maniera diversa da come era abituato a fare in Nigeria; aveva imparato diverse canzoncine in inglese, perché non si sentiva ancora a suo agio con le quelle italiane, che sentiva troppo legate a una tradizione non sua. In quel momento non aveva con sé un foglio e una penna, ma il bar della stazione gli diede ciò che gli serviva. Mentre il padre scriveva, appoggiato su un tavolino non troppo distante dall’albero, Jasmine si faceva ipnotizzare dal viavai di gente, e così senza rendersene conto abbandonò la presa e il palloncino volò fino alla rete posta a tre quarti dell’altissimo soffitto del salone. Non si mise a piangere, solamente salutò il suo supereroe che era volato via; se fosse scomparso in cielo si sarebbe stupita di meno che nel vederlo lì a mezz’aria, a sovrastare decine di persone che guardavano con curiosità l’eroe e che osservavano con tenerezza lei che continuava a muovere la sua manina con gli occhi rivolti verso l’alto. Il papà non se ne accorse subito perché era concentrato nella scrittura del messaggio: una preghiera in inglese affinché Gesù potesse illuminare la vita della sua famiglia. Era felice che Jasmine lo avesse spinto a scrivere qualcosa per l’albero; anche se erano tante le occasioni di passare il tempo con sua figlia, non erano molti i momenti che dedicava a pregare per il suo futuro. Quando vide che la bimba salutava il soffitto non capì; poi però guardò in alto, vide che lei non piangeva e allora la prese per mano. Mentre andavano ad attaccare il biglietto a un ramo basso dell’abete iniziò a raccontarle le meravigliose avventure che il supereroe avrebbe vissuto nel cielo della stazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...