Il quinto evangelio (Mario Pomilio)

Mi hanno sempre affascinato gli autori che sanno arricchire le loro storie con la propria religiosità. Adoro anche per questo i film di Fellini, Rossellini, Bergman e Scorsese, ma anche Il cattivo tenente di Abel Ferrara. E amo per lo stesso motivo le opere di Singer (Isaac Bashevis, il fratello lo conosco meno) e di molti autori di cultura ebraica per pur non trattando direttamente di religione, fanno trasudare tematiche religiose per dare profondità alle loro vicende (alcuni testi di Malamud, o dell’immenso Yehousha). Per questi motivi quando ho sentito parlare del Quinto evangelio di Mario Pomilio mi sono subito incuriosito. In uno degli scritti messi in appendice all’edizione del romanzo uscita per la casa editrice L’orma, è Pomilio stesso a definire qual è la suggestione forte alla base del testo.

Nelle mie intenzioni, nella mia latente simbologia, il senso del libro restava quello: il quinto evangelo in quanto metafora dei quattro Vangeli canonici perpetuamente rinnovati dal loro impatto con la Storia, ovvero […] di quella delega permanente della Parola in virtù della quale ciascuna generazione sembra come in attesa d’un supplemento di Rivelazione e non soltanto rilegge diversamente i Vangeli ma, dal modo in cui ne adotta e ne esplica il messaggio, è come se a sua volta scrivesse un suo vangelo.

Preistoria d’un romanzo

Pomilio sviluppa questo stimolo che vicenda come la ricerca di un quinto vangelo da parte di un ufficiale americano che ne sente parlare per la prima volta quando è di stanza in una chiesetta di Colonia durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma non è una vicenda alla Il codice da Vinci; il soldato, appassionato di archivi e di Storia, diventa un filologo alla ricerca di un libro che forse neanche esiste e il romanzo è una collezione di testimonianze inventate su tale libro. Siamo nel 1975, prima del Nome della rosa di Eco, ma il clima culturale è lo stesso: la narrativa che si fa esplorazione di un mondo passato e per farlo usa la finzione della riscrittura. Troviamo false lettere, false leggende, false ricostruzioni e, nella parte finale, anche un testo teatrale Il quinto evangelista.

Il romanzo è senza dubbio una delle grandi (e poche) opere d’arte del cattolicesimo italiano, un libro da riscoprire per lasciarsi affascinare, un libro non semplicissimo dato che non si affida alla trama per colpire il lettore, ma allo stile e alla forza delle idee.

2 pensieri riguardo “Il quinto evangelio (Mario Pomilio)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...