Il Tartufo / Il malato immaginario

Un paio di osservazioni su questi due capolavori del teatro di Moliere, scoperte in questi giorni di quarantena. Mi è sempre piaciuto spulciare nelle biblioteche di altre persone ed ecco che nella casa della mia fidanzata mi sono trovato di fronte a Moliere. Perché questa precisazione all’inizio della recensione? Perché un conto è scegliere un libro, magari dopo averlo cercato per tanto tempo e avendo aspettato il momento giusto per leggerlo, un altro è invece trovarsi di fronte a un libro più o meno casualmente.

Detto questo tuffiamoci nel ‘600 di Moliere! Entrambe le commedie di cui parlo hanno in comune uno dei temi più classici del genere: il matrimonio. La bella figlia del protagonista, innamorata, viene promessa in sposa a un uomo scelto dal padre per il proprio tornaconto (il bigotto Tartufo e il figlio del farmacista).

Le situazioni di entrambi i testi si rivolgono attorno alla figura di una persona “che pensa male”, e questo è indicativo di un’epoca di razionalismo: in Il Tartufo Madama Pernella, Ermida e Orgone si fanno truffare dal furbo e bigotto Tartufo senza opporre difese: loro hanno in lui una fede cieca che verrà scalfita in modo diverso dai tre personaggi. Ermida prova sulla sua pelle il viscidume dell’uomo, Orgone ha bisogno di vedere, mentre l’anziana Madama Pernella è l’ultima ad aprire gli occhi, proprio in conclusione di commedia. Non so se inserirei Tartufo in questa categoria, lui ragiona fin troppo bene e la vendetta rabbiosa che cerca di scatenare contro Orgone sul finale lo dimostra!

Invece in Il malato immaginario è solamente Argante a non pensare razionalmente, con la sua fissazione di essere sempre malato e con la sua dipendenza dai medici.

Entrambe le commedie hanno tuttavia delle degne controparti ragionevoli, che aiutano a risolvere la situazione: personaggi positivi e motori dell’azione.

La commedia è sempre stato il territorio nel quale le storie d’amore a lieto fine potevano scorrazzare libere, in un mondo realistico. Qui le ragazze sono soggette al volere dei loro padri, ma possono convincerli a cambiare idea. Qui i matrimoni combinati possono essere buttati all’aria e ci si può sposare per vero amore. Succede così già nella commedia classico, di cui Moliere è continuatore, e succede al giorno d’oggi nelle commedie cinematografiche.

2 pensieri riguardo “Il Tartufo / Il malato immaginario

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