Guida galattica per gli autostoppisti (Douglas Adams)

Qualche anno fa facendo pulizia tra i libri della biblioteca di un convento ho trovato questa edizione.

Probabilmente La guida galattica per gli autostoppisti può essere definito un classico della fantascienza. Ci sono astronavi, alieni, la distruzione del pianeta Terra, i viaggi nel tempo, computer ultraintelligenti; insomma tutti gli ingredienti classici del genere. Normalmente un unico romanzo non ha al suo interno così tanti ingredienti…e questo perché La guida non è un libro normale.

Tutto si tiene perché il narratore può decidere di fare quello che vuole. La fantascienza è il genere che più di tutti consente di fare accadere anche cose inverosimili. Adams gioca e con i cliché del genere e dà il peso che vuole a ogni tipo di eventi, usando l’ironia. All’inizio del romanzo viene detto che sarà l’ultima volta che il sole sarebbe tramontato sulla casa di Arthur Dent (l’unico protagonista umano della storia), subito questa espressione trita viene spiegata con il fatto che la casa verrà abbattuta, ma poi si vede che il problema è più ampio: la Terra verrà distrutta e non ci sarà alcun altro tramonto. Ed ecco così che Arthur si trova a vagabondare nello spazio con Ford Perfect (nome assurdo, certo, ma è quello di un alieno che ha dovuto trovare in poco tempo uno pseudonimo da usare nel suo soggiorno terrestre, e non gli era venuto in mente nulla di meglio), fino a che i due verranno presi come autostoppisti dall’astronave “Cuore d’oro”. La fortuna ha voluto che i due venissero caricati da questa navicella che andava grazie alla propulsione dell’improbabilità (in effetti non è molto probabile venire raccattati nel mezzo dello spazio, quando si hanno solo trenta secondi di autonomia prima di morire…).

Non vado oltre, ma non per non rovinare le sorprese della trama: esse ci sono e, come dicevo anche prima, la trama si regge proprio perché tutte le assurdità sono motivate e consentite, ma non credo che un lettore approcci questo romanzo solo per la storia che racconta, è un libro da leggere per godere delle possibilità che il genere offre a chi sa giocare con le sue regole. Uno di quei classici contemporanei che sono tali proprio perché sanno giocare con il genere stesso.

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