I muri che dividono il mondo (Tim Marshall)

Conoscevo Tim Marshall per il suo Le dieci mappe che spiegano il mondo, uno di quei libri capaci di coniugare la Geografia, la Storia e l’attualità senza pregiudizi, uno di quei saggi che sanno appassionare per la concretezza delle informazioni, per quello che lasciano.

I muri che dividono il mondo è in linea col volume precedente, questa volta al centro dell’analisi non c’è più il modo in cui la geografia fisica influenza quella politica e umana, ma c’è il concetto di identità e dunque anche quello di confine. Non provo neanche a riassumere le molte situazioni citate, sicuramente questo libro è consigliato se siete interessati a sapere qualcosa di più sul fatto che il muro di Trump e quello fuori da Gerusalemme non sono certo delle eccezioni.

Lo sguardo di Marshall è sempre onnicomprensivo e dunque non offre risposte semplici o accomodanti: a volte i muri servono, a volte il multiculturalismo non funziona. La parte che ho preferito, nel suo essere liberamente fuori dagli schemi è quella in cui vengono criticati gli atteggiamenti ultraideologici di chi, negli USA, ha talmente paura di passare per razzista che vede tutto in questa chiave.

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